Scarica la Guida Gratuita sul Maladaptive Daydreaming
Il maladaptive daydreaming, in italiano spesso tradotto come fantasia compulsiva o sogni ad occhi aperti “disadattivo”, è una forma di fantasia particolarmente intensa e immersiva che può diventare difficile da controllare e interferire con la vita quotidiana.
Non si tratta semplicemente di avere “molta fantasia” o di perdersi ogni tanto nei propri pensieri.
Chi soffre di Maladaptive Daydreaming può trascorrere molte ore della giornata immaginando “cose” come situazioni o relazioni estremamente vivide e complesse, che possono perdurare mesi o anni.
Le fantasie possono essere accompagnate da forti emozioni e, in alcuni casi, da musica, movimenti ripetitivi, gesti o dialoghi mimati.
La persona, però, sa che ciò che sta immaginando non è reale, e questo lo differenza da altre condizioni come le psicosi
La parola maladaptive è forse la parte più importante da comprendere per capire a fondo come funziona questo disturbo.
Ciò che la persona che “sogna ad occhi aperti” si deve chiedere:
Che rapporto ho con le mie fantasie e quanto stanno interferendo con la vita che vorrei vivere?
Vivere con il Maladaptive Daydreaming può essere diverso da persona a persona, anche se alcuni elementi sono generalmente uguali:
un disturbo è una condizione che provoca disagio significativo e compromette aspetti importanti della vita: personale, relazionale o lavorativa. Prendiamo per esempio l’ansia. Di per se l’ansia non è un disturbo, infatti in una situazione di pericolo puo aiutarci ad affrontare un ostacolo, diventa un problema quando è cosi intensa da bloccarci in una situazione. lo stesso vale per la fantasia. Avere una forte immaginazione puo essere una grande risorsa, in terapia ad esempio viene spesso utilizzata per aiutare le persone a uscire da stati depressivi o immaginare nuove possibilità, ma quando la fantasia sostituisce la vita quotidiana creando isolamento o sofferenza allora puo diventare un problema.
Non esiste al momento una causa unica in grado di spiegare perché alcune persone sviluppino questo rapporto con la fantasia.
Il punto centrale non è semplicemente quanto si fantastica, ma il rapporto che si sviluppa con la fantasia: quanto è possibile controllarla, quanto disagio provoca e quale spazio lascia alle altre aree della vita.
Dott.ssa Silvia Gervasi
Psicologa Psicoterapeuta
Iscritta all’Ordine degli Psicologi della regione Sicilia sez. A numero 10018-A.
P.IVA: 01285380869
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